domenica 31 ottobre 2021

Risposta alle critiche

In seguito ad alcune critiche, ritengo opportuno chiarire alcuni punti.

- Quando parlo di “movimento tradizionale” non mi riferisco a un movimento ecclesiale “strutturato”, cioè con uno statuto e una classe dirigente, mi riferisco invece al movimento spontaneo di fedeli che in molti Paesi del mondo si battono per difendere il patrimonio teologico e liturgico della Tradizione Cattolica. Anche in passato sono sorti dei movimenti nell'orbe cattolico, ad esempio nel XIX secolo si sviluppò il “movimento liturgico” promosso principalmente da Dom Prosper Guéranger, abate benedettino di Solesmes. Non si trattò di un movimento strutturato al pari di un'associazione o di un ente ecclesiastico, bensì di un movimento spontaneo. Quel che io chiamo “movimento tradizionale” non è altro che il nuovo movimento liturgico che si propone di restaurare anche il patrimonio dottrinale e spirituale della Chiesa Cattolica, che oggi è seriamente minacciato dal dilagare degli errori del modernismo condannati dal Magistero perenne. Lo ripeto ancora, non si tratta di un movimento con tessera, statuto, presidente, segretario, ecc, bensì di un movimento spontaneo composto dall'insieme dei fedeli che hanno il comune desiderio di promuovere la restaurazione della Tradizione. 

- Siamo tutti d'accordo nel considerare il modernismo come il cancro della Chiesa, e che pertanto è necessario lottare per estirparlo. Ma per raggiungere questo scopo bisogna agire non solo in maniera efficace, ma anche in modo moralmente lecito. Purtroppo ci sono alcuni che nella foga di criticare questo o quel personaggio in odor di modernismo, calpestano vari precetti morali. Ad esempio, è proprio necessario usare parole oscene, contumelie e imprecazioni quando si criticano gli scritti di un teologo col prurito delle novità? Ovviamente no, visto che usare questo linguaggio è un comportamento che offende Dio. Ma oltre a macchiare la propria coscienza, coloro che si comportano in questa maniera danno una cattiva impressione all'esterno, e così infangano tutto il movimento.

- Ci sono altri personaggi che pur non utilizzando un linguaggio scandaloso, tuttavia hanno altri comportamenti non conformi al Vangelo, che causano l'allontanamento delle anime dalla Tradizione. Mi riferisco ad esempio a coloro che si comportano in maniera dura e glaciale col prossimo, hanno spesso una faccia arcigna, vivono nel lusso sfrenato, hanno una visione rigorista della vita cristiana. Ricordo che secondo Sant'Antonino e Sant'Alfonso i rigoristi edificano per l'inferno, perché inducono i fedeli a commettere dei peccati mortali. Ecco le testuali parole del Patrono dei Confessori e dei Moralisti: «Io non so capire come debba solamente farsi scrupolo d’insegnar le sentenze troppo benigne e non anche le troppo rigorose che illaqueano le coscienze de’ Penitenti e, come parla S. Antonino, aedificant ad gehennam, cioè per lo smoderato rigore son causa della dannazione di molti, che, credendosi obbligati a seguire tali sentenze, non seguendole poi, miseramente si perdono». Queste persone col loro comportamento poco cristiano allontano le anime dalla Tradizione Cattolica, perché inducono la gente a credere che i tradizionalisti siano persone dure, scorbutiche, altezzose, piene di superbia, poco sensibili alle sofferenze altrui, ecc. 

Sbagliano coloro che generalizzando accusano tutti i tradizionalisti di essere antipatici e poco caritatevoli. Da tutte le parti (medici, magistrati, militari, insegnanti, operai, imprenditori, ecc.) ci sono le mele buone e le marce, quindi non bisogna stupirsi che anche tra i tradizionalisti ci siano persone che col loro comportamento nuocciono alle anime. Purtroppo questi personaggi causano discredito a tutto il movimento tradizionale. 

Io non ho mai fatto i nomi di coloro che col loro comportamento infangano tutto il mondo della Tradizione. Se qualcuno dovesse risentirsi per questo mio scritto dimostrerebbe di avere la coda di paglia. Infatti se una persona sa di non aver commesso nulla di male, non dovrebbe sentirsi chiamata in causa.

Termino sconsigliando vivamente di frequentare quei siti internet che pur dichiarandosi fedeli alla Tradizione, in realtà sono nocivi per le anime, perché le allontanano dal Vangelo. Tra l'altro sono talmente pessimisti, rabbiosi e malinconici che rischiano quasi di "far cadere in depressione" gli incauti lettori. Non si tratta di essere “ottimisti”, si tratta di avere speranza e fiducia in Gesù Cristo, il quale ha promesso che le porte degli inferi non prevarranno giammai sulla Chiesa.

Dobbiamo continuare la lotta in difesa della Tradizione, ma dobbiamo farlo in maniera saggia, da veri cristiani, senza fornire ai modernisti il “casus belli” per perseguitarci e ostracizzarci.