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martedì 21 settembre 2021

Quando saremo in Cielo capiremo bene perché adesso stiamo soffrendo molto

Lettera di Don Giulivo ai giovani


Carissimi, 

un giorno Pio IX ricevette un signore il quale gli dichiarò di non saper conciliare certi avvenimenti con l'onnipotenza di Dio e con la sua bontà. 

Il Papa, invece di rispondergli direttamente, lo invitò a seguirlo in una visita alla fabbrica degli arazzi del Vaticano. 

Aperta che fu la porta, apparve la parte posteriore d'un immenso lavoro, posto su di un cavalletto. 

- Guardate com'è bello! - disse il Papa all'ospite. 

Questi, attonito, guardò, ma non capì: non vedeva che un groviglio di punti e di colori. 

- Santità - balbettò - veramente... forse saranno i miei occhi... ma io non scorgo disegno alcuno. 

Pio IX sorrise, e lo condusse dal lato opposto. Un oh! di meraviglia sfuggì spontaneo al visitatore. Era di fronte ad un arazzo d'inestimabile valore e di meraviglioso splendore. 

Caro figliuolo - disse paternamente il Papa - vedete?... Fin che siamo nella parte opposta, cioè quaggiù, non scorgiamo che strani grovigli. Ma quando passeremo lassù, (e indicava il Cielo) nella luce della vita vera, allora distingueremo le proporzioni e il disegno, l'unione delle parti, la varietà delle ombre, la vaghezza dei colori. 

Giovi questo insegnamento anche a voi, miei cari giovani. 

Il mondo colle sue passioni in tormenta ci si presenta come un'inestricabile confusione, dove non sempre è dato di scorgere la presenza della Somma Sapienza e della Somma Bontà. 

Ma non meravigliamoci. Verrà tempo in cui vedremo e comprenderemo tutto. 

Intanto, di fronte al male che dilaga e ai dolori che si accumulano, ricordiamo che Dio, avendo creato l'uomo cosciente e libero, non gli toglie mai il dono della libertà, perchè se gli togliesse questo dono l'uomo non sarebbe più uomo. La responsabilità quindi di tutti i mali non è mai di Dio, ma degli uomini che violano i diritti di Dio e del prossimo. 

Il segreto della nostra salvezza e della nostra felicità sta nel non abusare della nostra libertà, ma nell'impegnarla a vivere in conformità alla volontà divina osservando i Comandamenti. 

Preghiamo quindi perchè tutti gli uomini si facciano più buoni e rispettino la santa legge di Dio. E voi cercate di concorrere colla vostra buona condotta meglio che potete. 

Vostro aff.mo Don Giulivo


[Articolo pubblicato sul "Bollettino Salesiano" del luglio 1942].