Per contattarmi: cordialiter@gmail.com


Se il blog ti piace e desideri aiutarmi affinché io possa dedicare il tempo necessario per continuare ad aggiornarlo ogni giorno e rispondere alle e-mail dei lettori, puoi inviarmi una libera donazione. Per info: clicca qui.


venerdì 18 giugno 2021

Invito all'intimità divina

Dagli scritti di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena (1893 - 1953).


Mi raccolgo alla presenza del mio Dio, vivente in me per la grazia, col vivo desiderio di mettermi in contatto con lui. 

1- «Se uno mi ama, osserverà la mia parola, e il Padre mio l’amerà e verremo a lui e faremo dimora presso di lui» (Gv. 14, 23). 

È questo il grande mistero dell’inabitazione divina che ci assicura, con le parole stesse di Gesù, che Dio, uno e trino, non è lontano dall’anima che lo ama, ma anzi vive in lei, pone in lei la sua dimora. 

La dottrina cattolica c’insegna che Dio è necessariamente presente in tutte le sue creature. Infatti, per esistere, queste hanno bisogno non solo di essere create da Dio, ma anche di essere da lui conservate nell’esistenza; e di fatto Dio le conserva operando in esse, cioè comunicando loro continuamente l’essere; e siccome Egli opera mediante la sua sostanza, è presente dovunque opera e quindi in tutte le sue creature. In tal modo Dio è dovunque, anche nell’anima dei pagani e dei peccatori. 

Ma per l’anima rivestita della grazia santificante e della carità vi è una presenza di Dio tutta particolare, quella appunto promessa da Gesù, che si chiama inabitazione. «Le Persone divine si dicono inabitare, poiché sono presenti, in un modo imperscrutabile, nelle creature dotate d’intelligenza e da queste possono essere raggiunte mediante la conoscenza e l’amore, ma in un modo che trascende ogni natura creata ed è tutto intimo e singolare» (Enc. Mystici Corporis). Ossia, nell’anima in grazia le tre Persone divine si fanno presenti per essere da lei conosciute con la fede, amate con la carità, ed anche manifestarsi ad essa attraverso l’intima illuminazione dei doni dello Spirito Santo. 

2 - Nell’anima in grazia la SS.ma Trinità è presente per invitarla a vivere in società, in intima amicizia con le tre Persone divine. È sempre Gesù che ce lo dice nel modo più chiaro ed autorevole: «Restate in me, ed io resterò in voi» (Gv. 15, 4); «io in voi e il Padre in me, affinché siate perfetti nell’unità» (cfr. ivi, 17, 23); «come Tu, Padre, sei in me e io sono in Te, anch’essi siano uno in noi» (ivi, 17, 21); ma dove sono il Padre e il Figlio non può mancare lo Spirito Santo, e Gesù ha detto espressamente: «Lo Spirito di verità... dimorerà in voi e sarà in voi» (ivi, 14, 17). 

Ad ogni anima in grazia può quindi essere ripetuta, con tutta verità, la grande parola che tanto colpì Suor Elisabetta della Trinità: «Il Padre è in te, il Figlio è in te, lo Spirito Santo è in te». 

Dio è in te come Padre e come dolce ospite per invitarti a vivere non solo per lui, ma con lui, in lui; è in te per manifestarsi all’anima tua, come l’amico si manifesta all’amico, secondo la parola di Gesù: «chi mi ama... io l’amerò e mi manifesterò a lui. Io non vi chiamo più servi... vi ho chiamati amici» (Gv. 14, 21; 15, 15). Dio stesso, Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo, ti rivolge dunque l’invito a vivere con lui, ti offre la sua amicizia. 

Quale dono immenso! «Se tu conoscessi il dono di Dio!» (Gv. 4, 10). 

Colloquio - O mio Dio, Trinità adorata, fammi conoscere il tuo dono, il dono immenso per il quale Tu inabiti nella povera anima mia, Tu l’Uno e Trino, l’Immenso, l’Onnipotente! 

[...]

Dio mio, Trinità Santissima, non voglio più chiudere il mio orecchio al tuo amoroso invito; non voglio più che Tu sia in me il «grande abbandonato»; aiutami a fissare in te tutte le mie potenze: l’intelligenza e più ancora la volontà, perché possa vivere in continua, intima unione con te. Che io cerchi te solo, che a te sia sempre rivolto il mio sguardo, che con te ed in te soffra, preghi, lavori. 

O Trinità eterna, amore mio dolce! O Padre, attirami con la forza della tua onnipotenza; o Figlio, illuminami con lo splendore della tua sapienza; o Spirito Santo, infiammami con l’ardore della tua carità! 


[Scritto tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].

(.)